NOZZE E SANGUE

Fra i Buondelmonti e gli Uberti, due ricche famiglie fiorentine molto influenti anche politicamente, si sa che non correva buon sangue. Ed era probabile che alla base dei loro rancori vi fosse un’antica lite sorta nel 1137.

In quell’anno, le truppe comunali, comandate dagli Uberti e dagli Amidei, avevano assalito e distrutto il castello di Montebuoni (o Buondelmonti) nella Val di Greve e avevano perciò costretto Uguccione e Rosso, i due signori del maniero, a trasferirsi dalla campagna a Firenze.

Quel fatto non fu dimenticato dai Buondelmonti, i quali continuarono a covare odio verso gli Uberti.

Si racconta che il loro odio arrivò addirittura a sfociare in cospirazione ed omicidio, e che tutto ebbe inizio ad una festa in casa di Mazzingo Tegrini de’ Mazzinghi.

Questa ebbe luogo nel 1216, quando appunto Mazzingo Tegrini invitò tutta la nobiltà fiorentina nella sua villa di Campi Bisenzio (oggi provincia di Firenze) per festeggiare la sua investitura a cavaliere con un fastoso banchetto, canti e balli. In tale occasione, Buondelmonte di Teggiano dei Buondelmonti era seduto accanto all’amico Uberto degli Infangati.

A un certo punto, si racconta che un giullare impertinente sottrasse loro un tagliere di carne suscitando le loro ire. Il giullare fu difeso dal noto attaccabrighe Oddo Arrighi, che arrivò addirittura a offendere gli Infangati. Durante il parapiglia che ne derivò, Buondelmonte ferì ad un braccio l’Arrighi, che era imparentato con gli Amidei, i quali assieme agli Uberti avevano causato la perdita del castello di Montebuoni ai Buondelmonti.

Attraverso la mediazione di alcuni cittadini di Firenze, si riuscì però  far riappacificare le due famiglie. Per consolidare tale atto, si fece addirittura fidanzare Buondelmonte con Reparata di Lambertucci Amidei, nipote di Oddo.

Poco prima delle nozze, però, avvenne che Buondelmonte si trovasse a passeggiare sotto la finestra di casa Donati, dove incontrò Monna Gualdrada e la figlia Beatrice che se ne stavano affacciate. Gualdrada gli propose di rompere il fidanzamento con Reparata per sposare la bella figlia Beatrice, donna dal fascino non indifferente neanche a Buondelmonte, e dalla posizione economica sicuramente migliore.

Quando dunque Buondelmonte ruppe il fidanzamento con la Lambertucci Amidei, suscitò le ire della famiglia, con la quale aveva stipulato un contratto formale; questi,  pertanto, decisero di vendicarsi di tale offesa anche a costo di versare il sangue del Buondelmonti, e pianificarono un omicidio da consumarsi il giorno di Pasqua, e cioè il dì successivo al matrimonio con Beatrice Donati.

In tale giorno di festa, Buondelmonte si trovava a passare a cavallo per il Ponte Vecchio e a imboccare Por Santa Maria con accanto la giovane sposa. Ma dalla torre degli Amidei, uno degli Uberti gli scagliò contro un oggetto pesante che lo fece cadere a terra, per essere finito con una pugnalata da parte del conte Gangalandi e Lambertucci Amidei.

LE NOZZE DI BUONDELMONTE
“Matrimonio Medievale: Le Nozze di Buondelmonte”, dipinto di Francesco Saverio Altamura del XIX secolo

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